Un viaggio nel cuore di una terra antica come il tempo, tra storia, leggende, resti megalitici di specchie, dolmen, menhir, monumenti, racchiusi in una lingua dal fascino seducente e dal suono ammaliante: il griko.

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Un viaggio nel cuore di una terra antica come il tempo, tra storia, leggende, resti megalitici di specchie, dolmen, menhir, monumenti, racchiusi in una lingua dal fascino seducente e dal suono ammaliante: il griko. Quarantadue chilometri e 195 metri nel cuore della Grecìa salentina, sulle tracce della Magna Grecia, culla di civiltà e incontro di razze, culture e popoli. Dalla Grecia alla Grecìa seguendo il mito e la maratona, a distanza di 2mila e 500 anni il sogno e l’impresa rimangono immutati. Domenica 15 marzo 2020 il Salento ospiterà la seconda edizione della Maratona della Grecìa salentina, organizzata dall’Asd La Mandra con il patrocinio della Fidal e dell’Unione dei Comuni della Grecìa salentina, con partenza da Calimera e arrivo nella stessa.

Un viaggio sulle tracce di Filippide, l’emerodromo che annuncia la vittoria, sognando di poter urlare come lui al mondo: Νενικήκαμεν, abbiamo vinto. Perché la corsa è una storia da copiare, come amanuensi della fatica, un ritmo ancestrale che pulsa nelle orecchie, un tamburellare di passi che vibrano sulla strada. Voci, urla e applausi che si mischiano alla melodia dei chilometri percorsi e dei respiri, come in una canzone suonata all’infinito. Oggi, come allora, per ogni maratoneta gli stessi passi e la stessa distanza, le stesse emozioni e la stessa gioia infinita.

Dicono di noi

Km 19. Troppo presto per farsi prendere dai pensieri belli: l’emozione altera le frequenze cardiache, il nodo alla gola non fa respirare. “Tito, i pensieri belli dopo, li tiri fuori dopo”. La maratona è esercizio di pazienza, dialogo interiore, interpretazione del viaggio e del ritmo a cui batte il cuore, sbattono i piedi, si dimenano i pensieri. Nastro d’asfalto ondulato, vento teso, qualche buca, borghi luminosi di pietra leccese, mani che plaudono, braccato solo da me stesso e accompagnato da ottimi amici: Luca su due ruote, Alessio e Max in ogni mio passo. È un viaggio gioioso e giocoso: non è sofferenza la fatica che scegliamo di fare.

Tito Tiberti Vincitore prima edizione

Questa volta non so da dove iniziare, inizio dalla fine. Via del ritorno da Carpignano verso Martano, mi raggiungono Michele, Angela. Non abbisognano di cognome, marito e moglie, esempio di vita, riscontro mondiale nel mondo della maratona ed ultra. 34°, ancora 8 km, di scorta due giovani in bici, dietro l’ambulanza. Ultimo dei 338 in viaggio. Periferia di Calimera, ancora 1 km; ragazzi, ragazze dell’organizzazione ad unirsi, quasi avvolgendomi.Rettilineo finale, oltre 50, tutta la società a spingermi con scroscianti applausi sul palco in Piazza del Sole. Canti, musica, flash, foto. Più di 15 minuti non narrabili, intontito a piangere di gioia, stupore.

Vito Carignani

Fatta lo scorso anno. Organizzazione di tutto rispetto, nulla è mancato dalle docce di fine gara in palestra, consegna borsa, medaglia la dovevo prendere.Lacerazione al bcf al 10km.Corso 32km con una gamba sola.Ragazzi in bici non mi hanno mai perso d'occhio, i punti ristoro fino all'ultimo passaggio, strade e incroci controllati. Tutto quello che serve a chi ama la corsa. Merita. Bravi!!!

Gaetano Carofiglio

Il percorso Maratona

La maratona partirà e si concluderà nella piazza del Sole, nel cuore di Calimera, le cui origini elleniche spiccano anche nel nome, che in griko significa “buongiorno”. Greca è la stele funeraria del IV secolo a.C. che si erge nel verde dei giardini pubblici dando il benvenuto agli “stranieri”, simbolo dell’antica e sacra ospitalità greca, così come la Chiesa sulle cui rovine sorge la matrice dedicata al patrono San Brizio, che si affaccia sulla piazza, pronta a salutare i maratoneti alla fine della loro corsa, all’ombra del campanile puntato verso il cielo come un dito alzato in segno di vittoria.
Lasciata Calimera, i podisti attraverseranno la nobile Martano (Martana), ammirando il Palazzo baronale, un tempo castello aragonese, nobile e severo nella sua facciata seicentesca, e le vie del centro storico in direzione di Carpignano Salentino (Karpignàna), antica come il tempo con i suoi menhir, posta sulla Via Traiana Calabra, un’antica strada romana che costituiva il prolungamento della Via Traiana e collegava Brindisi a Lecce e Otranto. Quarta tappa nel fascino e le origini leggendarie di Castrignano de’ Greci (Kastrignàna) per il passaggio alla mezza maratona, dove sull’imponente castello, “fortis indomitu”, troneggia un’iscrizione dal carattere sinistro: “procul Thaumantia proles dulcior cum pulvere palma ne quid invita Minerva (state lontano, figlie di Taumante, la palma della vittoria è più dolce con la polvere, affinché tu non faccia niente contro la volontà di Minerva), che sembra rivolta ai guerrieri-podisti. Poi Melpignano (Lipignana), attraversando l’imponente piazza antistante all’ex chiesa e convento degli Agostiniani (un capolavoro architettonico progettato dall’architetto leccese Giuseppe Zimbalo), dove ogni estate si tiene il concertone finale della Notte della Taranta, e piazza San Giorgio, antica sede di un importante mercato, caratterizzata da portici con volte a botte circolari.