Vi presentiamo la medaglia che cingerà il collo dei maratoneti all’arrivo nel cuore di Calimera. Su di essa è rappresentata la Guglia di Soleto, costruita intorno alla seconda metà del 1300 da Francesco Colaci di Surbo per celebrare Raimondo Orsini del Balzo e legata alla figura di Matteo Tafuri, l’alchimista e umanista noto come “il mago” per le sue arti divinatorie, che in realtà nacque circa un secolo dopo la realizzazione della torre. La leggenda però racconta che in una notte tempestosa Tafuri realizzò la guglia alta oltre 40 metri. Il mago con un incantesimo liberò sette spiriti e un esercito di macare e demoni per completare l’opera prima dell’alba. Quando il sole stava ormai per sorgere, al canto del gallo, gli spiriti si ritirarono nell’oscurità, eccetto quattro piccoli demoni che, sorpresi dalla luce del sole, rimasero pietrificati in cima alla guglia, dove ancora oggi riposano ai quattro angoli. 
Uno di quei demoni è rappresentato, con la guglia, sulla medaglia. Un simbolo anche della forza umana di sconfiggere i propri demoni, di spingersi oltre i propri limiti, così come è capace di fare ogni maratoneta. 

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